La selezione dei progetti

Sette progetti di grande valore scientifico

All’inizio del 2006 si è svolta a Milano, nella suggestiva cornice della Sacrestia del Bramante, a due passi dal Cenacolo Vinciano, una cerimonia ufficiale per presentare i 6 progetti vincitori del bando. Hanno ottenuto un finanziamento da Fondazione Cariplo, per un totale di 12 milioni di euro, progetti con ampie partnership, coordinati dall’Università degli Studi di Milano, dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, dalla Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor, dalla Fondazione Humanitas e dal Policlinico S. Matteo di Pavia. Dopo la pubblicazione del bando, il comitato per la valutazione dei progetti più meritevoli, di cui fa parte anche il professor Dulbecco, ha lavorato alacremente per selezionare i centri di ricerca che realizzeranno le piattaforme tecnologiche in ambito biomedico della Fondazione Cariplo. 

Nel marzo 2007 la Fondazione Cariplo ha inoltre avviato una partnership con la Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto (CariTro) per il cofinanziamento di una piattaforma congiunta di Bioinformatica, che porta a compimento il disegno complessivo di Progetto NOBEL secondo gli indirizzi e le indicazioni suggeriti dal Comitato Scientifico.

Di seguito sono elencati i contributi assegnati a paternariati che si compongono di almeno tre istituzioni di comprovata autorevolezza, coordinati da scienziati che operano nei propri centri:

  • Professoressa Elena Cattaneo - Università degli Studi di Milano per il progetto “A Genetic Toolkit For The Analysis Of Mouse Neural Stem Cells (Acronym: NS-Toolkit)” per un importo di 1 milione di euro;
  • Professor Roberto Sitia - Fondazione Centro S.Raffaele del Monte Tabor e Professor Giampaolo Merlini - Policlinico S. Matteo di Pavia per il progetto “Geno-proteomics of Age Related Disorders (GuARD)” per un importo di 3.500.000 euro;
  • Professor Silvano Riva - Consiglio Nazionale delle Ricerche per il progetto “Epigenetic Control Of Genome Stability “ per un importo di 924.000 euro;
  • Dottoressa Ileana Zucchi - Consiglio Nazionale delle Ricerche per il progetto “Biological And Molecular Characterization Of Cancer Stem Cells” per un importo di 3.300.000 euro; 
  • Professor Alberto Mantovani - Fondazione Humanitas per la Ricerca per il progetto “Genetic And Functional Genomics Of Myelomonocytic Cells” per un importo di 2 milioni di euro; 
  • Dottor Paolo Vezzoni - Consiglio Nazionale delle Ricerche  per il progetto “High-Tech Network For The Generation And Use Of Animal Models For Gene And Cell Therapy Of Human Diseases” per un importo di 1 milione di euro
  • Professor Corrado Priami - The Microsoft Research - University of Trento Centre for Computational and Systems Biology per il progetto "Modellazione Molecolare di Regolazione, Trascrizione e Traduzione Genica" per un importo di 1.200.000 euro (600.000 euro di contributo deliberato dalla Fondazione Cariplo e 600.000 di contributo deliberato dalla Fondazione CariTro).

I progetti premiati – ha detto il professor Renato Dulbecco - sono il frutto del lavoro di scienziati di grande valore e sono stati selezionati attentamente da un comitato scientifico di altissimo profilo sulla base di criteri meritocratici, cosa che posso dire avendo presieduto in qualità di “osservatore”, i processi di selezione. Credo che con questa prima fase del progetto che si conclude oggi si siano raggiunti già una serie di obiettivi che ci eravamo prefissati all’inizio. Il rischio per la ricerca è, infatti,quello di veder naufragare progetti di grande valore a causa della carenza di fondi e risorse. L’idea che ho promosso, e che ho condiviso con la Commissione Centrale di Beneficenza della Fondazione Cariplo, è stata quella di puntare alla qualità degli scienziati e di costruire piattaforme tecnologiche utili non a un singolo gruppo di ricercatori, ma a più studiosi capaci di mettere in comune le proprie competenze, professionalità e  intuizioni, come accade ad esempio negli Stati Uniti. Progetto Nobel vuole favorire i giovani. Senza di loro non si può fare ricerca. Molti giovani ricercatori avviano esperienze formative all’estero dopo la laurea, credo che sia giusto, serve ad aprire la mente. Ma poi sarebbe bello far rientrare i giovani ricercatori in Italia. La domanda è questa: ci sono le condizioni per rientrare in Italia? Oggi anche grazie a Progetto Nobel ci sono nuove prospettive, un nuovo futuro si sta delineando.”